Storia della Hasselblad

di Rick Nordin (Canada)

Castel San Giovanni 11 settembre 1999 - traduzione di Luigi Cane

Vorrei presentarvi un discorso, illustrato da diapositive, sul sistema fotografico Hasselblad , ovvero : le origini e lo sviluppo tecnologico di una tra le più influenti ed importanti marche di apparecchiature fotografiche.

Vorrei , inoltre, usare come punto di riferimento l’apparecchio Leica , in quanto tra i due apparecchi esistono sia somiglianze interessanti sia interessanti differenze.

Leica appare come uno standard di riferimento, per gli utilizzatori di fotocamere 35mm di qualità, così come per il collezionismo fotografico in generale e certamente molti di voi conosceranno la Leica meglio della Hasselblad. La mia presentazione sarà centrata sui primi anni della Società - sino al 1970 , quando era già una industria solidamente affermata.

Una delle prime somiglianze della Hasselblad con la Leica è che un singolo individuo ha rivestito un ruolo determinante nell’origine e nello sviluppo della macchina.

Victor Hasselblad  e Oscar Barnack  erano ambedue uomini inventivi e determinati e l’esistenza di ambedue i sistemi fotografici è il frutto di quelle personalità.

Sembra effettivamente che molte realizzazioni di successo siano il frutto della abilità e del talento di un singolo, piuttosto che il prodotto di comitati o gruppi di persone.

Victor Hasselblad era un membro di una famiglia svedese di commercianti all’ingrosso che importava e distribuiva svariati prodotti - specialmente vestiario e generi di consumo.

In particolare, nel 1890, la famiglia Hasselblad acquisì la distribuzione della pellicola Kodak.

Questo è l’edificio costruito nel 1877 dal nonno di Victor Hasselblad ed è , attualmente, la sede degli uffici direzionali della fabbrica .

La società Hasselblad importò e distribuì con il proprio nome - tra il 1895 ed il 1920 - almeno tre modelli di apparecchi : due formati di apparecchi a lastre ed una campagnola.

Queste furono chiamate Hasselblads Svenska Express  o Svea Express.

Vengono, occasionalmente ritrovate in Svezia o negli USA e sono oggetto di un certo interesse.

Non assomigliano di certo a nessuna Hasselblad attuale !

Victor Hasselblad nacque nel 1906 in questa famiglia di commercianti e, sin da piccolo, fu attratto dalla osservazione ornitologica e dalla fotografia.
Invece di iniziare a lavorare nell’impresa famigliare, scelse piuttosto di frequentare un periodo di apprendistato con la Kodak Pathé a Parigi , la Zeiss in Germania e la Eastman Kodak negli USA.

Ritornò in Svezia nel 1926 per lavorare nella società paterna e dedicò un tempo considerevole nel coltivare i suoi interessi naturalistici e fotografici , pubblicando svariato materiale collegato alla ornitologia , incluso un libro.

Si sposò nel 1933 ma, nel 1937, contrasti con la sua famiglia lo spinsero a dimettersi ed ad iniziare in proprio
un commercio di articoli fotografici.

All’inizio della seconda guerra mondiale la Svezia si affermò quale potenza neutrale , potentemente armata. Quando la Germania invase la Norvegia , la Svezia difese il proprio spazio aereo abbattendo un certo numero di aerei tedeschi.

Da un aereo abbattuto, le forze armate svedesi recuperarono una macchina per fotografie aeree di ricognizione e vollero usare questo apparecchio come base per lo sviluppo di una propria macchina fotografica per ricognizione. Per la produzione di queste apparecchiature, esse presero contatti con alcuni possibili fornitori , tra i quali Victor Hasselblad.

La nota risposta di Victor Hasselblad , alla domanda se potesse produrre una macchina uguale , fu : "no, non posso produrne una uguale , ma ne posso fare una migliore". Ad Hasselblad fu affidato l’incarico ed egli fondò la società Ross AB per produrre quelle apparecchiature.

Una questione attualmente non ancora chiarita e sulla quale si è molto discusso in passato, riguarda l’identificazione della macchina fotografica per foto aeree che servì da modello alla Ross per la realizzazione della prima macchina prodotta , la HK7.

Quale fu esattamente la macchina che le forze armate svedesi fornirono a Victor Hasselblad?

Non possiamo esserne assolutamente certi, sebbene le minuziose ricerche condotte da un collezionista americano, Charlie Chernoff, permettano di indicare una probabile candidata.

I risultati delle ricerche di Charlie Chernoff indicano quale madre meccanica, od almeno nonna meccanica, della Ross HK7 la "Handkammer HK 12,5 / 7x9". Dal momento che trattavasi di un prodotto bellico , esso non recava alcun nome , solo un codice , in questo caso "GXN". La ovvia ragione della mancanza di nomi risiedeva nella necessità di proteggere da eventuali bombardamenti o sabotaggi la fabbrica produttrice , in questo caso la Fritz Volk di Berlino , nel caso la macchina fosse caduta in mani nemiche.

L’obbiettivo installato era uno Schneider Xenon f2 di 12,5 cm di lunghezza focale.

Il formato del negativo era 7 x 9 cm. su pellicola perforata da da 80 mm.

Questo apparecchio sembra essere l’unico modello speciale di macchina a sostegno manuale usato dalla Luftwaffe, sebbene fossero utilizzati molti altri modelli, di ben maggiori dimensioni, a montaggio fisso , oltre ai modelli di Leica IIIC appositamente preparati per lo scopo. Sembra che dal 1939 circa, ne siano stati prodotti diverse migliaia di pezzi, dato che i numeri di serie riportati arrivano al 5800.

Vi è un discreto numero di palesi somiglianze tra la HK 12,5 / 7x9 ed il primo modello prodotto da Victor Hasselblad e sembra quindi probabile che la HK7 sia strettamente derivata da questo modello militare tedesco per fotografie aeree.

La sagoma dei due apparecchi, le dimensioni ed il peso , l’uso di pellicola 80 mm ed il formato 7 x 9 , sono decisamente simili. Una differenza notevole è, invece, il fatto che la Ross HK7 aveva ottiche intercambiabili , erano disponibili un Zeiss 13,5 cm , uno Schneider 24cm f4,5 ed un Meyer25cm f5,5.

Durante il periodo bellico egli produsse altri tipi di apparecchi  per le forze armate svedesi ma sempre pensava ad una macchina per uso civile e non per sole foto a carattere ornitologico ma che potesse anche soddisfare le necessità di un vasto numero di fotografi. Sul finire del conflitto egli previde la futura domanda di beni di consumo e decise che avrebbe indirizzato la sua società verso la produzione della sua macchina "ideale".

Nel periodo tra il 1945 ed il 1948 la Ross AB di Victor Hasselblad produsse svariate apparecchiature , un proiettore per diapositive, una testa a sfera per cavalletto , movimenti ad orologeria ed ingranaggi per più grosse società , quali la Saab.

Il lavoro svolto nel periodo 1941-1948, ed i risultati così ottenuti, appaiono essere la posa delle fondamenta per la sognata realizzazione di un modello non militare.

Durante questo periodo Victor Hasselblad riunì un gruppo di operai e tecnici, specializzati in meccanica di precisione. Molti dei suoi collaboratori erano anche abili strumentisti ed orologiai.

Avendo ovviamente adoperato e studiato nei dettagli alcune delle mezzoformato disponibili sia alla fine degli anni 30 che immediatamente dopo la seconda guerra mondiale , Victor Hasselblad aveva una chiara visione dei prodotti dell’industria fotografica e di quelli che riteneva essere i vantaggi od i difetti dei prodotti in commercio.
Risulta interessante osservare alcune di queste macchine, dal momento che appare chiaro come alcune di esse influenzarono direttamente i suoi indirizzi progettuali.

Quali furono, dunque, le macchine che ispirarono Victor Hasselblad od i suoi disegnatori ?

Leica ha chiaramente influito. L’otturatore a tendina sul piano focale , oramai ben collaudato, e la struttura interna a guscio/chassis , sono sicuramente state fonti importanti di ispirazione.
Hasselblad possedeva apparecchi Leica per le sue foto ornitologiche e negli anni 40 persino un cane a nome "Leica" !! , la cui personalità può essere solo oggetto di teorie !!  Io , peraltro, dubito che Oscar Barnack ebbe mai un gatto a nome Victor !!

Apparecchi quali la Graflex  e la Rolleiflex (ambedue usati da Hasselblad) hanno senz’altro influito nel layout generale e nel sistema di mira.

Nel reparto sviluppo dello stabilimento , oggetto probabilmente del periodo di ricerche degli anni 40, è ancora presente un esemplare di SLR tedesca anni 20 : la Roll-Paff della Ihagee di Dresda.

Apparecchio molto semplice, con ottica fissa, un solo tempo di esposizione e struttura principalmente in legno, ma con un magazzino amovibile formato 120 che assomiglia straordinariamente a quello della Hasselblad , non sembra essere stata una probabile ispiratrice.

Se bisogna fare un esame di somiglianze con la Hasselblad , allora apparecchi SLR a rullo anteguerra, quali le Reflex Korelle, Primarflex e Exacta 6x6, sono ovviamente le macchine da esaminare. Altri modelli , meno conosciuti, sono le Beier-Flex Pilot 6 e Pilot Super.

La Società di Victor Hasselblad si chiamava Ross AB , la macchina fu inizialmente chiamata Rossex. ( il sesso gli Svedesi ce lo infilano sempre -n.d.t.- ).
I primi disegni concettuali ed i modelli in legno vennero prodotti nel 1945 e 1946.

Alcuni di questi ultimi sono esposti nello stabilimento, a Goteborg.
Il disegno e la costruzione effettiva dei primi prototipi avvenne nel periodo dal 1945 al 1948.

Alcune delle idee per una macchina universale di alta qualità "per civili" derivarono dalle esperienze costruttive di Victor Hasselblad con la Aeronautica Svedese. Alcuni dei modelli militari mostrano dettagli strutturali presenti nella mente di Victor Hasselblad sino dall’inizio : intercambiabilità degli obbiettivi e dei caricatori ed un principio di praticità e di funzionalità. Victor Hasselblad era un fotografo abile ed appassionato e molte delle sue idee derivano sia dalla sua esperienza come fabbricante che come utilizzatore.

Il modello originale Hasselblad deve essere considerato uno dei più innovativi ed importanti della nostra era.
Quel modello è stato l’antenato tecnologico del sistema fotografico che rappresenta oggi il punto di riferimento di ogni moderna macchina mezzo formato e che ha ispirato molti e diversi altri tipi di macchina. L’origine e le susseguenti modifiche nell’apparecchio forniscono informazioni interessanti sui primi stadi nello sviluppo degli apparecchi Hasselblad , importanti sia per il collezionista che per lo storico dell’evoluzione fotografica.

L’apparecchio Hasselblad (la designazione 1600F non fu usata sino al 1953, quando venne presentato il modello successivo 1000F) presentava diverse novità importanti.

Era la prima macchina ad usare il concetto modulare di un corpo centrale, al quale potessero essere accoppiati diversi obbiettivi ad attacco rapido, portapellicole intercambiabili e differenti mirini. Questo concetto , della macchina a "sistema" , era importante e significativo e non fu applicato che solo 10 anni dopo, dai fabbricanti delle 35 mm SLR.

L’idea di utilizzare una impostazione a reflex mono obiettivo fu lungimirante e ben congegnata . In un periodo, gli anni 40, dove dominavano le macchine da reportage a pellicole piane , quelle a specchio ottica fissa di grandi dimensioni , 35 mm a telemetro e reflex biottica, la Hasselblad SLR si presentava come decisamente anticonvenzionale.

La scelta di intraprendere questo sentiero tecnologico è evidente , ora, con il dominio delle SLR dagli anni 60 in poi ma, alla metà degli anni 40, la scelta di utilizzare il complesso meccanismo di una reflex mono obiettivo fu decisamente rischiosa.

Un’altra novità fu l’utilizzo di una lente di Fresnel per consentire una illuminazione migliore e più uniforme allo schermo di messa a fuoco. Questa idea è attualmente data per scontata nella fabbricazione delle macchine.

La Hasselblad fu il primo apparecchio ad usare questa innovazione.

Il disegno di base della Hasselblad e la sua forma essenzialmente efficace sono rimasti immutati per più di 50 anni . A prescindere dalla Leica , non esiste altro apparecchio dove i principi del disegno e delle funzioni siano durati così a lungo.

Il disegno della meccanica interna dell’ "apparecchio per civili" , basato sulle specifiche tecniche richieste da Victor Hasselblad, fu proposto ai dipendenti della società sotto forma di un concorso interno. Il premio offerto in denaro era l’equivalente di un anno di stipendio.

I vincitori furono un gruppo di dipendenti che associarono le loro idee e disegni. Il brevetto svedese della macchina fu intestato al capo di questo gruppo, Percy Svensson, e questo è il disegno brevettuale [26]. Il disegno della carrozzeria rispecchia moltissimo il particolare stile svedese postbellico. Lo stilista fu Sixton Sason , creatore anche della originale carrozzeria della Saab ( Io ne avevo una, il cofano era eguale al copripozzetto Hasselblad, n.d.t.).

L’inizio della produzione fu molto lento, probabilmente a seguito dell’insorgere di molti problemi. Nel 1949 furono prodotti solamente 50 corpi e nel 1950 solo circa altri 220 del modello Serie Uno ("quattro cifre").

Emersero molti problemi, particolarmente con l’otturatore e l’avanzamento pellicola e molti di quei corpi furono scartati e riutilizzati per parti di ricambio, usati come apparecchi dimostrativi o convertiti a modelli per l’assemblaggio o la riparazione.

 

 

 

Ciò che sembra essere regolarmente avvenuto negli anni 50, quando una di quelle prime macchine veniva inviata in fabbrica per manutenzione o per guasto, veniva aggiornata con un meccanismo interno migliorato , tipicamente sostituendo anche un nuovo fondello e numero di serie e rispedita al proprietario.

I problemi meccanici non furono una sorpresa, considerata la complessità della macchina. Questi problemi portarono a diverse modifiche e migliorie nella seguente partita di produzione , con un meccanismo dell’otturatore assai differente.

Citando un addetto alle riparazioni, una spiegazione per i problemi sorti con quelle prime "quattro cifre" risiede nel fatto che il disegno meccanico iniziale fu concepito da un gruppo di esperti in orologeria. Essendo le sollecitazioni e l’usura meccanica di un apparecchio fotografico ben differenti da quelle di un orologio, la struttura originale causò molti problemi che non erano stati previsti. I fotografi si aspettano un oggetto meccanicamente robusto.

Gli apparecchi della Serie Uno assomigliavano, sfortunatamente, più a dei cronometri , eleganti ma delicati !!

I corpi delle 1600F Serie Due  iniziarono ad essere prodotti dall’Ottobre 1950 e all’esterno si riconoscono facilmente dal bottone di caricamento dell’otturatore che è nero e che sostituisce quello chiaro, in alluminio non verniciato, della Serie Uno.

Essi hanno , inoltre, un numero di serie alfa-numerico : un codice di due lettere indicante l’anno di fabbricazione, seguito da una numerazione consecutiva a cinque cifre (simile a quello usato dalla Kodak per il suo sistema seriale). La codifica degli anni deriva dalla sostituzione dei numeri 1234567890 con le lettere VHPICTURES.

Ufficialmente circa 3300 dei corpi della Serie Due furono prodotti tra il 1950 ed il 1953, ma molti numeri di serie non furono usati ed un numero ancora maggiore di corpi furono rottamati od usati per parti. Molti numeri di serie non furono nemmeno utilizzati e molti altri corpi macchina furono usati in fabbrica per scopi espositivi, dimostrativi e di addestramento e si stima che meno di 3000 apparecchi vennero commercializzati. Queste diapositive mostrano due viste della 1600F Serie Due. (??)

Le modifiche apportate a queste macchine dimostrarono di essere un miglioramento importante rispetto alla Serie Uno ma, tuttavia, ancora molte di esse furono rispedite alla fabbrica per riparazioni? Il tasso di sopravvivenza ci è al momento sconosciuto ma molti degli esemplari che vengono oggi ritrovati non sono in buone condizioni di funzionamento e spesso mostrano problemi di otturazione.

L’otturatore era, in quel periodo, alla testa dell’avanguardia tecnologica. Usava una lamina corrugata di acciaio inossidabile molto sottile , sedici centesimi di millimetro, al fine di ottenere la leggerezza e la robustezza richieste da un ampio otturatore su piano focale.

La velocità massima , 1/1600 di secondo, era notevole per il periodo.

La maggior parte degli esemplari di 1600F che sono sopravvissuti , mostrano una varietà di pieghe nel materiale della tendina , a riprova del solo parziale successo del disegno e dei materiali .

Esistono almeno due tipi di materiale delle tendine.

La maggior parte delle macchine hanno le tendinae di colore nero ma almeno alcune di esse furono assemblate con tendine di color argento.


Più chic delle Leica IIIc belliche con tendina rossa !!

Hasselblad ricorse alla Kodak per la fornitura degli obbiettivi per la sua macchina.

Nel 1947, quando era alla ricerca di un fornitore, l’industria ottica tedesca non era probabilmente in grado di fornire obbiettivi. L’industria ottica americana era indiscutibilmente la migliore nel mondo, in quel momento, e non era stata danneggiata da bombardamenti. I due obbiettivi forniti erano un 80 mm ed un 135 mm .

Due altri furono progettati , un 55 ed un 254 , ma non furono mai prodotti.
Nel 1952, sul finire della produzione della 1600F, si resero disponibili due obbiettivi Zeiss , un 80 mm ed un notevole 250/4.

Nel 1953 fu presentata la 1000F.

Il meccanismo interno della 1000F fu progettato come una sostanziale evoluzione rispetto alla 1600F. La velocità massima di otturazione fu diminuita da 1/1600 ad un 1/1000 di secondo con l’intenzione di rendere il meccanismo dell’otturatore più preciso e più affidabile. Si ritenne che il tempo di 1/1600 era usato raramente e, considerando la non elevatissima sensibilità delle pellicole di allora, questo fu probabilmente un ragionamento valido. Una differenza, nel funzionamento tra la 1000F e la 1600F, consisteva nel fatto che il bottone delle velocità di otturazione poteva essere mosso in una unica direzione.

Alcuni dei problemi meccanici della 1600F derivavano dal fatto che il comando originale delle velocità di otturazione poteva essere ruotato in ambedue le direzioni, il che richiedeva tolleranze meccaniche molto strette e regolazioni estremamente precise per un corretto funzionamento della macchina. Modificando questo dettaglio si rese il meccanismo molto più robusto ed affidabile.

La 1000F si rivelò un apparecchio eccellente e confermò Hasselblad quale fabbricante di apparecchi fotografici di primo piano.

Un test della 1000F fu pubblicato sul numero di Dicembre 1954 della rivista americana Modern Photography, assieme alla Supreme Wide Angle appena uscita. L’articolo racconta che i collaudatori cercarono volutamente di bloccare l’otturatore , senza successo, e che l’apparecchio della prova venne lasciato cadere per ben due volte e, "deliberatamente assoggettato al più duro utilizzo non si ruppe mai né mai si starò" , dopo essere stato collaudato scattando 500 rulli di pellicola.

Tutto ciò sembra difficilmente paragonabile ad un test odierno, potete immaginare una rivista fotografica attuale che testi una Nikon F5 od una Leica M6 , scagliandole al suolo ??

Victor Hasselblad partecipò, per la prima volta in qualità di fabbricante, alla Photokina del 1954. Il suo scopo principale era di pubblicizzare il nuovo modello 1000F e presentare la nuova Supreme Wide Angle che montava l’incredibile 38mm Biogon disegnato dal Dott. Bertele della Zeiss.

Lo schema ottico adoperato era quello di un vero grandangolo, piuttosto che un disegno retrofocus. A causa di questo schema, la distanza tra l’elemento posteriore ed il piano pellicola era troppo ridotta per poter usare l’obbiettivo come un intercambiabile da montarsi sulla 1000F . Fu pertanto progettato un corpo macchina di ridotto spessore, con un mirino ottico separato, al quale potessero essere abbinati i dorsi standard Hasselblad e che potesse utilizzare molti degli accessori disponibili. La SWA e ancor oggi prodotta , solo leggermente modificata, come 903 SWC.

Quest’ultimo apparecchio fu prodotto dal 1954 al 1957. Le macchine dei primi due anni (1954-1955) con il nome Supreme Wide Angle e quelle prodotte nel periodo 1956-1957 con il nome Super Wide.

Il 1957 rappresentò un giro di boa per la Hasselblad AB.

Fu presa la decisione di passare da un sistema basato su di un otturatore sul piano focale ad un sistema nel quale gli obiettivi contenessero ciascuno un otturatore a lamelle centrali.

Questo tipo di decisione tecnica può essere paragonato, come rilevanza di scelta, alla messa in produzione da parte della Leitz, del modello Leica M3.

Una scelta di base, nella filosofia di produzione, che pose la Società Hasselblad ai vertici del formato medio, così come fece, nel 1954, il modello M3 per il mercato delle 35mm a telemetro.

La 500C , con la sua possibilità di sincro rapido , fu un immediato successo , anche perché i flashes elettronici stavano oramai velocemente sostituendo quelli a lampadine.

Per la Hasselblad AB , la produzione di fotocamere iniziò a produrre utili solamente nel 1960. Sino a quel momento la Società si era retta grazie alla attività di rivendita fotografica e di rappresentanza Kodak.

Nel 1965 Fu presentata la 500 EL . Questo era un modello motorizzato, sviluppato soprattutto sotto la spinta della agenzia spaziale americana NASA , la quale aveva sino ad allora usato il modello 500C quale principale apparecchio fotografico a riarmo manuale.

Il sistema Hasselblad si era già guadagnato una invidiabile reputazione, tra gli anni 50 e 60, presso i fotografi professionisti, ma ciò che ha conferito alla Hasselblad un patrimonio inestimabile di prestigio e di notorietà è stato , indubbiamente , la sua scelta ed il suo conseguente impiego, come apparecchio di base nel programma spaziale statunitense.

L’utilizzo della Hasselblad iniziò quando l’astronauta ed appassionato fotografo dilettante Walter Schirra , il quale era rimasto alquanto sfavorevolmente impressionato dalle fotografie scattate nelle prime sortite spaziali, acquistò una Hasselblad presso un negozio in Houston, nel 1962, e la fece modificare dai tecnici della NASA .

Le immagini ottenute nello spazio con quell’apparecchio , furono così superiori alle precedenti da far sì che la NASA adoperasse le Hasselblads in tutte le successive missioni. Alla fine degli anni 60, venne concluso con la fabbrica svedese un primo contratto di fornitura per un apparecchio specialmente modificato  e fu quindi una Hasselblad che fu scelta come unico apparecchio fotografico atto a documentare il primo arrivo umano sulla superficie della Luna.

Le fotografie che derivarono dal programma NASA , scattate da fotocamere Hasselblad,sono tra le più emozionanti fotografie nella storia di tutto il genere umano.  Nel 1975 Victor Hasselblad cedette la Hasselblad AB alla Säfvenöns AB. Con i proventi della vendita egli fondò la Fondazione Hasselblad, la quale incoraggia e finanzia progetti fotografici.

Nel 1977 fu introdotto il modello 2000FC apparecchio con otturatore sul piano focale, l’ultimo sviluppo importante nel quale fu ineressato Hasselblad. Questo fu un ritorno all’otturatore sul piano focale .

Victor Hasselblad scomparve nel 1978.

La Società passò attraverso un certo numero di proprietari. Al momento è posseduta da un istituto bancario svizzero e da un gruppo di dirigenti del precedente management.

Lo stabilimento è situato nell’area portuale del centro di Goteborg, sul fronte del porto , dove risiede da circa 60 anni. Lo stabilimento è un affascinate mistura di alta tecnologia e di abilità artigianale. Vi sono reparti che producono componenti metallici ed elettrici con standard produttivi a livello altissimo, ma , anche, tecnici ed operai altamente addestrati che assemblano e rifiniscono gli apparecchi a mano, controllandone sia il funzionamento che l’aspetto estetico, attraverso una osservazione individuale ed una manualità estremamente allenata ad assicurare che ogni apparecchio lasci lo stabilimento nelle condizioni più vicine possibili alla perfezione.

La qualità è un aspetto estremamente importante nel processo produttivo, circa il 12 % degli addetti ed i 20 % delle funzioni di fabbrica sono devolute al controllo del livello qualitativo del prodotto finito.

La Società dedica importanti risorse alla ricerca ed allo sviluppo e circa il 30% delle risorse produttive sono concentrate in questi settori per garantire alla Società la propria quota di mercato.

Riassumendo : la Hasselblad è una piccola Società che ha una reputazione ed una importanza molto maggiore di quanto ci si possa aspettare, vista la sua dimensione.

Una delle riflessioni che ragionevolmente ne conseguono, è che il sistema costruttivo e l’apparecchio stesso hanno un loro valore intrinseco tale che i fotografi non smettono di usarlo e di acquistarlo. Ecco, ancora, un paragone diretto con la Leica.

Perché ??

Vi è un certo numero di fattori da considerare.

Il primo è l’indiscutibile ampiezza del sistema. Attraverso gli anni molti e sofisticati sono stati gli accessori prodotti, per quasi ogni applicazione specialistica e per risolvere quasi ogni problema applicativo.

Una seconda realtà è quella che io definisco la base filosofica della Società.
Questo si manifesta nel valutare quello che il prodotto intende e deve essere, e differisce considerevolmente dalle impostazioni di altri produttori.
Sin dall’inizio vi è stata una particolare attenzione per la semplicità delle funzioni, l’affidabilità e la non obsolescenza del prodotto.

Questo è un altro aspetto che sembra poter essere diviso con la Leica. Altri produttori hanno, apparentemente, priorità differenti.

I fotografi che apprezzano valori di qualità e di semplice eleganza sono indubbiamente ancora attratti da questo sistema.

 

 

 

Rick Nordin